Alitosi, cause e rimedi contro l’alito cattivo

Alitosi o alito cattivo, oltre ad essere imbarazzante potrebbe celare delle patologie orali. Scopriamone cause e rimedi.
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Donna utilizza spray rinfrescante contro l'alitosi

Appena svegli è abbastanza normale avere la bocca impastata e per nulla fresca (alitosi fisiologica), per questo prima di colazione è bene pulire accuratamente la lingua, spazzolare e risciacquare i denti. Per una bocca in salute quanto detto è sufficiente ma a volte questo potrebbe non essere abbastanza.

L’alitosi è una condizione molto comune che però crea un senso di disagio in chi ne soffre.

Che cos'è l'alitosi

L’alitosi, o foetor ex ore, è un termine utilizzato per indicare l’odore sgradevole che viene emesso dal cavo orale. Talvolta la causa dell’alito cattivo è da ricercare in condizioni mediche che affliggono altre parti del corpo, come lo stomaco o i reni, ma nella maggior parte dei casi il problema risiede nella bocca.

Possibili cause

Vediamo quali sono le principali cause dell’alitosi.

Cause orali

Nell’89% dei casi le cause dell’alitosi sono orali e la scarsa igiene orale è la prima imputata.

L’alito cattivo è provocato dalla presenza nell’aria espirata di composti volatili dello zolfo, come l’acido solforico, che vengono prodotti dai microrganismi presenti nel cavo orale durante le loro normali attività metaboliche. In particolare, la digestione da parte di questi microorganismi delle proteine presenti nel cavo orale, come residui alimentari e cellulari o i composti di derivazione sierica o salivare, libera alla fine del processo gas dall’odore sgradevole.

L’eccessivo accumulo di placca batterica intorno ai denti è quindi solitamente la principale fonte del problema.

La placca batterica può inoltre favorire lo sviluppo di carie e disturbi gengivali, come sanguinamento gengivale (gengivite), malattia parodontale o ascessi gengivali, anche loro tutti cause di cattivi odori.

La presenza di un dente del giudizio che sta crescendo e non ancora perfettamente libero dalla gengiva che lo ricopre può causare alito cattivo. La gengiva infatti quando copre parzialmente il dente funge da coperta sotto cui si infilano il cibo e i batteri e non venendo poi rimossi, lì fermentano producendo gas maleodoranti.

Anche il fumo provoca alitosi perché le sostanze tossiche contenute nelle sigarette si depositano sui denti e vengono assorbite dalle mucose della bocca. Al tempo stesso, l’assunzione del fumo provoca una riduzione della salivazione e tra le varie funzioni della saliva c’è anche quella di lavare via i batteri all’interno della bocca. Quando questa è scarsa, i batteri possono accumularsi più facilmente e produrre, come conseguenza, i gas responsabili dell’alitosi.

L’abuso di sostanze alcoliche così come l’assunzione di alcuni farmaci contribuiscono ad appesantire l’alito poiché possono interferire con la produzione della saliva. Farmaci come antidepressivi, antitumorali, antiaritmici, preparati contro la dissenteria, antistaminici, antinfiammatori, diuretici, antiulcerosi, antiparkinsoniani, anoressizzanti provocano xerostomia, ovvero secchezza delle fauci.

La xerostomia è un disturbo che si acuisce con l’età: gli anziani sono maggiormente soggetti all’alito cattivo. Inoltre i potatori di protesi e dentiere, se queste non vengono pulite spesso e correttamente sono propensi a soffrire di questo fastidioso disturbo.

Cause extra orali

Benché la maggior parte delle cause dell’alito cattivo siano da ricercare all’interno della bocca, quando l’alitosi non dipende dal cavo orale la causa va cercata altrove.

L’alitosi può essere causata da alcune condizioni gastrointestinali come il reflusso gastro-esofageo, la difficoltà a digerire o l’assunzione di particolari alimenti tra cui aglio, cipolla, spezie o alimenti particolarmente grassi, come frittura o formaggi stagionati.

Le diete squilibrate o troppo restrittive, come le diete ipocaloriche, possono portare ad avere l’alito cattivo perché causano una disbiosi del tratto gastro-intestinale. Attenzione anche alle diete iperproteiche, ricche di carne e pesce e latticini, le cui proteine possono essere utilizzate dai batteri come fonte per la produzione di zolfo, una delle sostanze che più di ogni altra contribuisce a creare alitosi.

L’infezione alle vie respiratorie, come tonsilliti, bronchiti o sinusite, provoca una produzione abbondante di muco, capace di causare alito cattivo. Questo perché nel muco si annidano batteri in grado di generare cattivi odori, avvertiti ogni volta che si espelle aria dalla bocca o dal naso.

A causare l’alitosi però possono essere diverse condizioni patologiche e il diabete è una di queste. Nel caso dei pazienti diabetici, infatti, l’alito cattivo viene provocato da alcuni composti chimici presenti nel sangue. Il diabete dà un respiro dolciastro, dovuto alla maggiore presenza di glucosio nel sangue e di conseguenza nella saliva, al contrario di malattie del fegato che invece provocano un alito stantìo e un odore simile all’ammoniaca.

Come provare a combattere l’alitosi.

Un modo per provare a combattere l’alito cattivo provocato dalla placca batterica è adottare buone abitudini di igiene orale.

La prima di queste buone abitudini è lavarsi i denti almeno due volte al giorno con l’aiuto dello spazzolino da denti, che rimuove fisicamente l’accumulo di placca batterica, e del dentifricio. Usarne uno che aiuti a riequilibrare la normale flora batterica può essere una valida opzione.

Pulire accuratamente anche la lingua con un puliscilingua per rimuovere i batteri e la placca intrappolati sulla sua superficie. Può essere usarlo ogni giorno per aiutare a mantenere la bocca pulita e fresca.

Usare il filo interdentale per rimuovere la placca e le particelle di cibo incastrate nelle zone difficili da raggiungere fra i denti.

Andare regolarmente dal dentista per controllare la salute di denti e gengive e per provvedere a una pulizia professionale per eliminare gli eventuali depositi tenaci di tartaro sopra e sottogengivale.

Altri consigli per contrastare l’alito cattivo

Ecco qualche altro utile gesto che è possibile mettere in pratica per aiutare a mantenere l’alito fresco:

  • evitare alimenti con odori forti come spezie, aglio e cipolle, e bevande come caffè e alcolici che possono provocare temporaneamente l’alito cattivo.
  • Smettere di fumare, infatti fumare e masticare tabacco rende sgradevole l’alito e può macchiare i denti, quindi smetti per avere un alito più fresco e denti più bianchi.
  • Bere molta acqua per rimanere idratati e agevolare l’eliminazione delle cellule cutanee morte nella bocca che possono provocare l’alito cattivo.

Il buon funzionamento del sistema digerente e la salute della mucosa gastrica sono alla base del benessere di tutto l’organismo.

Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, con un corretto apporto di fibre, aiuta a combattere la maggior parte dei disturbi gastrointestinali, dal reflusso alla gastrite, contribuendo allo stesso tempo a contrastare l’alitosi.

Una corretta alimentazione e delle abitudini di vita sane possono quindi alleviare questo disturbo.

Una dieta ricca di frutta e verdure contenenti acqua e vitamine, come carote, cetrioli, fragole e pompelmi, privilegiare il consumo di cereali integrali e di proteine facilmente digeribili così come rimanere ben idratati bevendo almeno 2 litri d’acqua al giorno può migliorare molto la situazione.

Infine un aiuto può arrivare dall’assunzione dei probiotici come i Lattobacilli, gli Streptococchi e i Bifidi, che svolgono un’azione utile alla stabilizzazione della flora batterica e al rafforzamento del sistema immunitario apportando benefici alla salute dell’intero organismo.

In particolare il Lactobacillus reuteri svolge molteplici funzioni benefiche all’interno del cavo orale: previene l’insorgere di infiammazioni gengivali mantenendo le gengive sane e grazie al controllo dei batteri Gram negativi riduce il potenziale dell’instaurarsi dell’alitosi.

In commercio è possibile trovarli sotto forma di compresse da masticare. Poiché i probiotici non sono in grado di colonizzare in modo permanente il cavo orale, è pertanto necessaria l’assunzione regolare per almeno tre mesi di due compresse al giorno mezz’ora dopo i pasti per trarre benefici concreti per la salute.

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